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Le origini
La storia vuole che le origini del Karate siano connesse al monaco indiano
Bodhidharma, conosciuto anche sotto il nome giapponese di Daruma, fondatore
della setta contemplativa del Buddismo chiamata Dhyana (conosciuta più tardi in
Giappone con il nome di Zen). Giunto in Cina verso il 520 d.C. per predicarvi
il Buddismo, egli si installò dopo lunghe peregrinazioni nel regno di Wei, al
monastero Shao-
inginocchiò di fronte ad un muro e lì meditò per nove anni, il che gli fece
perdere totalmente l'uso dei piedi e delle mani: è dopo questo lungo periodo
che fondò lo Zen. Non si può certo dire che Bodhidharma creò il Karate,
tuttavia si può pensare che sviluppò una serie di esercizi fisici, basati
soprattutto sulla respirazione, atti a rafforzare gli arti molto provati dalla
lunga meditazione. Queste tecniche furono alla base d'un metodo di
combattimento conosciuto in Cina con il nome di Shao-
morte il monaco insegnò ai suoi discepoli le tecniche che aveva messo a punto
per conservare la salute e soprattutto per giungere all'unione del corpo e
dello spirito. E' per quest' ultimo aspetto che l'apporto di Bodhidharma fu
decisivo per l'orientamento futuro che presero le arti marziali. Egli affermò
che corpo e spirito sono nozioni inscindibili e che la verità non può essere
raggiunta al di fuori di questa unione. Per la prima volta un'arte marziale
viene definita come un mezzo per arrivare ad uno stato spirituale ed in ciò
possiamo considerare la dottrina di Bodhidharma come la base di tutte le arti
marziali. Dal punto di vista tecnico il metodo del monaco indiano appare come
la sintesi di usanze guerriere locali e delle teorie indiane sull'arte della
guerra. Queste ultime Bodhidharma le trasse da due libri: il "I-
"Hsien-
buddismo Zen fu un vero e proprio veicolo per la diffusione delle arti
marziali, e soprattutto per i metodi che si praticavano senza l'ausilio di armi
o solo con un bastone, unica arma che potevano possedere i monaci durante le
peregrinazioni. Dopo la morte di Bodhidharma i monaci di Shao-
divisero soprattutto a causa delle numerose invasioni che il monastero dovette
subire. Alcuni di essi si misero ad insegnare lo Shao-
questo perse il suo originale aspetto spirituale per limitare la sua essenza ad
un sistema di difesa. Lo scopo primario fu riscoperto dai giapponesi allorché
lo Zen penetrò nel XII secolo nell'arcipelago giapponese fino a giungere ai
guerrieri Samurai…
Origini delle scuole di Okinawa :
E’ quasi certo che il karate ad Okinawa deve le sue origini alla fusione tra:
il kempo cinese, delle tecniche di combattimento locali e le arti marziali
tradizionali giapponesi. Di sicuro, di fondamentale importanza sono state le
forme di combattimento cinesi, portate nell’isola dalle numerose delegazioni
imperiali cinesi prima, e poi dall’inizio del XVII secolo dagli abitanti di
Okinawa che si recavano in Cina per scambi commerciali o per missioni
diplomatiche. Molto probabilmente all’inizio il Te era praticato dalle famiglie
nobili e rappresentava un simbolo della casta sociale di appartenenza, ma con l’
estensione a Okinawa dell’influenza della signoria di Satsuma molte famiglie
nobili cadono in disgrazia e per sopravvivere sono costretti a diventare
contadini, commercianti o artigiani. Questo porterà ad una diffusione del Te
molto più ampia ed in tutte la classi sociali. A partire dal secolo XIX si
distinguono tre precise scuole di te che prendono il nome dalle località dove
risiedono i praticanti : Shuri-
Le scuole di Shuri e Tomari sono molto simili(data la vicinanza dei due
villaggi) e devono la loro origine a Kanga Sakugawa ed al suo allievo (secondo
la leggenda) Sòkon Matsumura. Queste scuole contengono molte caratteristiche
della scuola del nord della Cina, dato che sembra che i suoi fondatori abbiano
studiato l’arte direttamente a Pechino, comunque è con Sòkon Matsumura che si
hanno informazioni più precise riguardanti l’origine dello shuri-
te. Matsumura proveniva da una famiglia nobile ed era guardia del Principe al
palazzo di Shuri, inoltre aveva studiato in Giappone l’arte della spada della
scuola jigen-
nome Iwa. Matsumura cominciò ad insegnare la propria arte che prenderà appunto
il nome di shuri-
introducendovi elementi di varia provenienza che egli organizzò, creando cosi
un processo di evoluzione integrando contributi giapponesi e cinesi con
elementi dell’arte locale. Il Tomari-
prossimo allo Shuri-
includono movimenti addizionali che possono apparire privi di efficacia diretta
dal punto di vista del combattimento, ed esistono influenze reciproche tra le
danze locali e l’arte del combattimento; inoltre gli adepti del Tomari-
famosi per l’abilità delle loro tecniche di gambe. Il Tomari-
trasmesso fino ad oggi attraverso la scuola Shorin-
Kiyan.
La scuola Naha-
Nel 1392, su richiesta del re di Ryùkyù, Satto un gruppo di immigrati cinesi
si insediò nel villaggio di Kume, nella regione di Naha (nome della città più
importante del luogo). Questo gruppo era chiamato <<le 36 famiglie>>. Queste
famiglie costituivano una cerchia chiusa rimanendo legate alla propria cultura
e tradizioni, e godevano di numerosi privilegi, il loro compito era di
mantenere i rapporti ufficiali fra l’impero cinese e Okinawa. Inoltre esse
conoscevano e diffusero tecniche più avanzate in molti campi come la
navigazione e la costruzione navale, probabilmente gli abitanti di questo
villaggio praticavano un’arte del combattimento e questa arte era una
manifestazione dei loro privilegi e della loro autorità. E’ soltanto verso il
1830 che questa arte comincia a diventare più accessibile agli abitanti dei
dintorni. La funzione storica di Kume crolla nel 1879 con l’ estensione a
Okinawa dell’influenza dello stato giapponese moderno. I suoi abitanti
rientrano allora in Cina o si integrano alla popolazione di Okinawa. Al genere
unitario e chiuso di trasmissione della loro arte del combattimento si
sostituisce progressivamente una diffusione più aperta. Kanryò Higaonna, nato a
Naha nel 1852, parte per la Cina per studiare approfonditamente l’arte del
combattimento che aveva cominciato ad apprendere sotto la direzione di un
adepto di Kume. Dopo un soggiorno di quindici anni in Cina, ritorna a Okinawa e
fonda una scuola che, anch’essa, viene chiamata Naha-
te implica quindi il Naha-
fondata da Higaonna, che ne è parzialmente derivata. Il Naha-
Higaonna, è stato ripreso dal suo allievo Chòjun Miyagi che, come il suo
maestro, andò a studiare in Cina. Egli ha chiamato la sua scuola Gòju-
cosi che la tradizione del Naha-
perpetuata da questa scuola. Di fatto possiamo oggigiorno trovare numerosi
aspetti comuni tra il Naha-
della Cina.
Le due correnti: Shòrin e Shòrei
Le scuole di karate a Okinawa sono abitualmente collocate in due grandi
correnti: Shorin e Shorei. Tuttavia, fino a ora, nessuno ha potuto precisare
come e quando queste due correnti o scuole si siano formate a Okinawa, né la
loro relazione esatta con le scuole cinesi. Anko Itosu scrive: "Il karate non
deriva né dal confucianesimo, né dal buddismo. Esso e stato introdotto molto
tempo fa dalla Cina, con le correnti Shorin-
tenta di precisare la distinzione tra queste due correnti in sintesi:
"Nondimeno, se i kata devono essere classificati, si può, in maniera molto
generale, distinguere due grandi gruppi: quelli che appartengono allo Shorei-
ryu (scuola Shorei) e quelli che appartengono allo Shorin-
Il primo mette l'accento sullo sviluppo della forza fisica e della potenza
muscolare; al contrario, la scuola Shorin è molto leggera, e veloce... I due
stili sviluppano lo spirito e il corpo, e l’uno non e migliore dell'altro. Essi
hanno entrambi i loro punti deboli e i loro punti forti, e coloro che vogliono
studiare il karate devono riconoscere questi punti e studiarli di
conseguenza..." Secondo questa classificazione, la scuola Goju-
ricollega allo Shorei. Le due scuole Shorin-
ideogrammi di Matsubayashi possono anche leggersi Shorin), che comprendono
diverse diramazioni e si situano in gran parte nella discendenza di Matsumura e
di Itosu (Shuri-
entrambe. La scuola Uechi-
Okinawa da K. Uechi alla fine del secolo XIX. Essa si pone quindi al di fuori
di questa classificazione e proviene direttamente da una delle numerose
correnti di Shaolin quan del Sud della Cina. Si avanza l'ipotesi che Shorin e
Shorei provengano dalla stessa denominazione: "Shaolin". La lingua locale di
Okinawa è un dialetto della lingua giapponese in cui le pronunce delle lettere
"r" e "l" non sono distinte. Di fatto la parola cinese "Shaolin" è generalmente
pronunciata in giapponese "Shorin". E probabile che il termine Shaolin sia
stato pronunciato dagli Okinawesi "Shorin" in una certa epoca, e "Shorei" in
un'altra. Si Pensa quindi che Shorin e Shorei designino entrambi la "boxe del
tempio Shaolin" o Shaolin quan. In effetti il tempio Shaolin risale alla fine
del secolo V, e il termine Shaolin quan proviene da questo tempio. Nel corso
della storia questo tempio è stato distrutto, e parecchi templi con questo nome
sono stati costruiti, poi distrutti e ricostruiti in regioni diverse della
Cina, includendo ogni volta le particolarità delle arti di combattimento della
zona. Lo Shaolin quan si è diversificato a un punto tale che lo Shaolin quan
del Nord e quello del Sud sono completamente diversi. La denominazione Shaolin
quan ricopre dunque un numero molto grande di correnti dell'arte del
combattimento. Per questo non sarebbe sorprendente che due forme dell'arte del
combattimento tanto diversi come quelle descritte da G. Funakoshi siano state
introdotte sotto uno stesso nome, "Shaolin", e che gli Okinawesi abbiano
captato foneticamente ora "Shorin" ora "Shorei". In tal caso, è normale che non
possiamo trovare i nomi delle scuole Shorin e Shorei in Cina. Le radici della
diversità delle scuole di karate di Okinawa risalirebbero allora alla diversità
delle correnti dello Shaolin quan in Cina.
Evoluzione del karate :
Il ruolo di Matsumura nella storia del karate è tanto più importante se
consideriamo che formò molti allievi. Alcuni tra loro sono divenuti anch'essi
maestri, ecco i nomi dei suoi principali allievi: Anko Asato: 1828-
Itosu: 1830-
Kiyan: 1870-
delle forme di karate e alla sua diffusione nell'isola di Okinawa.
l'Okinawa-
disciplinato in tutta l'isola con uno scopo molto più pacifico: riconoscendo a
queste tecniche un grande valore educativo esse furono insegnate nelle scuole.
Gli istruttori-
stile classico dell'Okinawa-
maestri hanno fatto la storia del Karate: Gichin Funakoshi, Kenwa Mabuni,
Chotoku Kiam, Choki Motobu, Uden Yahiku, Chojo Ogusuku, Chojun Miyagi…
Nel 1901 Anko Itosu con l’aiuto del suo allievo kentsù Yabu riuscì a far
adottare il karate come disciplina di educazione fisica alla scuola elementare
di Shuri, e nel 1905 nel liceo e all’istituto magistrale di Okinawa. L’
importanza di questo cambiamento è considerevole, perché prima l’insegnamento
del karate era pratica individualizzata, in cui il maestro guidava uno o due
allievi per volta, mentre con l’adozione di questo sistema divenne anche una
formazione di massa o di gruppo. La pedagogia di Itosu si ispirava ai metodi di
formazione dei soldati. A scuola un solo insegnante dirigeva numerosi allievi
gridando un comando per ogni gesto da eseguire, cosa che non esisteva nell’
insegnamento tradizionale del karate, metodologia che ancora oggi si segue in
quasi tutti i dojo del mondo.
E’ in questo contesto che Anko Itosu elabora i cinque kata Pinan e scompone
naifanchi in tre kata, per semplificare l’apprendimento degli allievi. L’
insegnamento di Itosu è passato attraverso molte tappe perfezionandosi ogni
volta, infatti per esempio all’inizio parecchi passaggi dei pinan (kata) si
eseguivano a mani aperte, ma tenuto conto delle difficoltà e della pericolosità
di questi passaggi saranno modificati ed eseguiti con i pugni chiusi. Itosu
diede ai maestri che insegnavano a scuola, istruzioni per far passare
innanzitutto nell’insegnamento del karate le componenti educative, fisiche e
morali.
La genesi degli stili di karate contemporanei comincia in quest' epoca. Prima
di proporre una forma di pratica a uso degli scolari, Itosu ha l'aveva provata
ed elaborata apportando nel corso degli anni delle rettifiche specialmente ai
kata.
Bisogna riconoscere che la riforma del karate intervenuta in quell’epoca ha
avuto come conseguenza la difficoltà che abbiamo oggi a decifrare il
significato tecnico di alcuni kata trasmessi da A. Itosu. La cura impiegata per
facilitare la pratica di allievi le cui condizioni di apprendimento non avevano
più nulla a che vedere con quelle della trasmissione esoterica dell'arte, ha
avuto l'effetto di opacizzare e di rendere ambigue le tecniche di alcuni kata.
Per questo, nel corso di questa riforma, i kata integrarono più elementi
educativi che elementi applicabili in combattimento. Anche ad esempio i kata
Pinan, composti al medesimo scopo, includono alcuni elementi che sarebbe
erroneo voler interpretare in termini di combattimento.
Facendo qualche altro esempio: Itosu insegnava, all'inizio, il primo kata dei
Pinan a mani aperte, ma più tardi Hanashiro, giudicando l'esecuzione di questo
kata a mani aperte troppo difficile e pericolosa per scolari e liceali,
cominciò a far chiudere i pugni. Questo cambiamento fu adottato poco tempo dopo
da Itosu e Yabu.
Il primo passaggio di Naifanchi shodan è oggi praticato, in tutti gli stili,
come parata a mano aperta. Esso includeva precedentemente un attacco agli occhi
con le dita tese, ma Itosu, giudicando questo passaggio non educativo, lo
soppresse. La maggior parte dei kata trasmessi nell'ultima parte
dell'insegnamento di Itosu hanno subito delle trasformazioni di questo tipo.
Verso la fine della sua vita Ankò Itosu ha voluto evitare di dare troppa
importanza all’efficacia in combattimento, perché desiderava creare una
disciplina di educazione fisica scolastica; essendo pervenuto a un livello
molto alto di efficacia, che ormai dominava ampiamente, ha rivolto la sua
ricerca verso problematiche più direttamente educative. L’ eredità del M° Itosu
è stata perpetuata da suoi allievi che hanno contribuito alla stabilizzazione e
allo sviluppo del karate di Okinawa, tra i più famosi ricordiamo G. Funakoshi e
K. Mabuni…
Divulgazione oltre Okinawa
All'inizio del XX secolo gli istruttori d'Okinawa accettarono di divulgare la
propria arte e tra di loro si trovava Gichin Funakoshi (nato a Suri, città di
Okinawa, nel 1869). Nel 1916 fece una dimostrazione a Kyoto e nel 1922 a Tokyo.
Fu una rivelazione per i giapponesi e tra loro c'era anche Jigoro Kano,
fondatore del Judo. Quest'ultimo invitò Funakoshi a fare una dimostrazione al
Kodokan, centro del Judo giapponese che suscitò notevole entusiasmo. Questa
esperienza è alla base di alcune tecniche come per esempio gli Ate-
studio dei kata (Kime-
ministero dell'educazione pregò il M° Funakoshi di rimanere in Giappone ed
insegnare la sua arte nelle università. Nel 1936 creò il suo proprio dojo, lo
Shotokan di Tokyo. Più delle tecniche vi insegnò una filosofia, una regola di
vita basata sulla pratica del Karate. E' a questo punto che ritroviamo gli
insegnamenti originali di Bodhidharma. Funakoshi non presentò la sua arte come
un metodo di combattimento bensì come una strada da seguire per raggiungere la
Verità filosofica. Lo stile di Funakoshi si sviluppò ulteriormente grazie al
suo soggiorno in Giappone: per la prima volta applica un nuovo sistema di
allenamento tramandato ai posteri sotto il nome di Ki-
in serie di uno stesso movimento. Egli fece soprattutto un lavoro di
classificazione e di razionalizzazione di tecniche antiche, lavoro comparabile
a quello di Kano per il Judo. Suo figlio Yoshitaka Funakoshi andò oltre. Poichè
all'età di 12 anni i medici gli dissero che aveva pochi anni di vita davanti a
se a causa della tubercolosi, decise di passarli dedicandoli allo studio del
Karate. E' a lui che dobbiamo la codifica di tecniche tali lo Yoko Geri, il
Mawashi Geri, il Fumikomi e l'Ura Mawashi Geri. Lo stile Shotokan divenne
progressivamente uno stile con posizioni molto basse, quasi esasperate. Tra il
1930 ed il 1940 il Karate vive nuovi impulsi poichè altri Maestri lasciarono
Okinawa per dirigersi in Giappone per insegnare il proprio stile. Kenwa Mabuni
si fermò a Kyoto per insegnarvi lo Shito Ryu, Chojun Miyagi il Goju Ryu. Lo
stile Wado Ryu fu creato nel 1935 dal giapponese Hironori Otsuka proveniente
dal Ju-
guerra favorì, con la vittoria americana sulle truppe dell'impero giapponese,
lo sviluppo postbellico delle arti marziali. Dopo il decesso dei vecchi Maestri
furono create innumerevoli federazioni…
Gli stili contemporanei di karate:
Il karate è un arte marziale, e in quanto arte è in continua evoluzione,
arricchendosi e diversificandosi di generazione in generazione …
Sul piano della trasmissione gli anni '30 costituiscono il punto di un
evoluzione del karate tradizionale e l'origine delle diverse forme e dei
diversi stili che continueranno ad evolversi fino ai giorni nostri.
Shotokan :
Lo Shotokan fondato da Gichin Funakoshi attinge dalla tradizione dello Shuri -
Te, conservando e codificando oggi una trentina di Kata. Quindici di questi,
considerati la base dello studio (selezionati come sufficienti da G.
Funakoschi) derivano anche dalle modifiche apportate a scopo didattico dal
Maestro Yasutsune "Anko" Itosu, allievo del leggendario Sokon "Busho" Matsumura
e a sua volta suo maestro; si tratta, pertanto, di Kata nei quali sono
certamente visibili le connessioni con i Kata originari dello Shuri -
che tuttavia risultano profondamente diversi da questi ultimi, rappresentandone
delle "stilizzazioni" successive e funzionali all'addestramento degli allievi.
I quindici Kata rielaborati in parte dal Maestro Itosu e ripresi dal Maestro
Funakoshi sono: i cinque Heian (così rinominati da Itosu dall'originaria
dizione "Pin-
Dai ; Gankaku;. I kata tradizionali derivano da due tipologie stilistiche
originarie, non inquadrabili in veri e propri stili,Shorin e Shorei.
Questo stile è caratterizzato da posizioni basse e da movimenti ampi e
dinamici; che permettono di sviluppare la forza muscolare necessaria ad una
pratica duratura. Anche se nella realtà il combattimento non si ha bisogno di
posizioni e movimenti così estremi ,comunque questo modo di fare può essere
utile ed efficace come esercizio preparatorio per lo studio del combattimento.
Storicamente, questa particolare gestualità dello shotokan è dovuta agli sforzi
di rinnovamento effettuati sotto l’impulso di Yoshitaka Funakoshi, figlio e
successore di Gichin, il quale cercava un karate “immediatamente efficace”,
considerando che l'aspettativa di vita dei giovani giapponesi durante la guerra
era assai breve, quindi preoccuparsi delle conseguenze fisiche che un
allenamento estremo può provocare a distanza di dieci o venti anni per loro non
aveva senso…
Con la morte del maestro Funakoshi avvenuta nel 1957 per vari motivi quasi
tutta la corrente shotokan prese a seguire una nuova intenzione ,l’agonismo e
quindi le competizioni ,trasformando il karate e perdendone la dimensione
budo, per volgersi verso una pratica sportiva , questo cambiamento che ha
portato lo shotokan nel tempo a perdere il suo spirito originario pur
conservandone una parte tecnica ,fu per opera del maestro M. Nakayama.
Kata dello shotokan attuale
Taikyoku -
Heian Shodan -
Heian Nidan -
Heian Sandan -
Heian Yondan -
Heian Godan -
Tekki Shodan -
Bassai-
Kanku-
Jion -
Hangetsu -
Empi -
Jitte -
Tekki Nidan -
Gankaku -
Bassai-
Kanku-
Tekki Sandan -
Sochin -
Unsu -
Nijushiho -
Gojushiho-
Gojushiho-
Chinte -
Meikyo -
Jiin -
Wankan -
Wado-
Lo stile wado-
fusione del karate di Gichin Funakoshi e del jujutsu. Dopo aver praticato per
diciassette anni jujutsu, Otsuka incontra Funakoshi e ne diventa prima allievo
e poi collaboratore. Ma agli occhi di Funakoshi Otsuka va troppo oltre e lo
accusa di stravolgere il karate inserendo troppi elementi di jujutsu, così che
Otsuka decide di seguire una sua via. Il modo di praticare i kata dello stile
wado-
ryu, data l’influenza che Kenwa Mabuni ha avuto sulla ricerca di Otsuka, di un
applicazione dei kata come preparazione al combattimento. Il primo kata in
questo stile, in realtà, è il Kihon Kata, mentre Nidan (secondo livello) e
Shodan (primo livello) sono invertiti per facilitarne l'apprendimento.
Kata
Pinan Nidan
Pinan Shodan
Pinan Sandan
Pinan Yondan
Pinan Godan
Kata superiori
Bassai (o Passai)
Chinto
Ipairinpe
Jion
Jitte
Kushanku
Naihanchi (o Naifanchin)
Niseishi (o Nijushiho)
Rohai
Seishan (o Seshan)
Wanchu (o Wanshu)
Shito-
Tra gli stili più diffusi, lo Shito-
maggior numero di Kata; ciò è determinato dal fatto che il fondatore dello
stile, il Maestro Kenwa Mabuni, era considerato in Okinawa un autentico esperto
ed un profondo conoscitore dei Kata tradizionali, tanto che alla sua consulenza
in materia, in caso di dubbi, ricorrevano spesso persino maestri di altissimo
profilo come Chojun Miyagi e Gichin Funakoshi. Kenwa Mabuni è stato allievo sia
di A. Itosu (shuri-
sono presenti l’eredità dei due grandi maestri, ma è il karate di Itosu che ha
predominato. La tecnica dello shito-
dall’eleganza dei movimenti, anche se può talvolta mancare dell’espressione di
potenza, compensa ampiamente con la velocità e la sottigliezza tecnica. Gli
adepti di questo stile eccellono spesso nelle tecniche che si basano sulla
mobilità del bacino, gli spostamenti del corpo e le tecniche di deviazione
degli attacchi.
Kata
Pinan Nidan
Pinan Shodan
Pinan Sandan
Pinan Yondan
Pinan Godan
Kata superiori
Aoyagi
Chintei
Jiin
Jion (Shito-
Jitte
Bassai-
Bassai-
Chatan Jahara Kushanku
Chinto
Gekisai Nidan
Gekisai Shodan
Gojushiho
Hanan
Ishmine-
Juroko
Matsukase
Matsumura-
Matsumura-
Myojo
Naihanchi Nidan (o Naifanchi Nidan)
Naihanchi Shodan (Shito-
Naihanchi Sandan (o Naifanchi Sandan)
Nipaipo
Niseishi (o Niseshi)
Kosokun-
Kosokun-
Kururunfa
Rohai Nidan
Rohai Shodan
Rohai Sandan
Saifa
Sanchin
Sanseiru
Seienchin
Seipai
Sesan
Shiho-
Shinpa
Shisochin
Sochin
Suparinpei
Tensho
Tomari-
Unsu
Wakan
Wanchu (o Wanshu)
Goju-
La definizione Goju-
Maestro Chojun Miyagi nel corso di una delle esibizioni di Karate al Kodokan di
Tokyo richieste da Jigoro Kano: fu il Maestro Gichin Funakoshi a chiedere a
Miyagi con quale nome doveva essere presentato al pubblico il suo stile. Prima
di allora, lo stile di Naha-
Higashionna, secondo una diversa lettura) non aveva un suo nome specifico. Il
Kata di base, e quello che sia Miyagi che Higaonna consideravano il più
importante e quello da eseguire sempre almeno una volta al giorno, quale che
fosse il livello del praticante, è il Sanchin; il più complesso è Suparinpei,
un Kata di rara bellezza e di altissimo grado di difficoltà adatto soltanto ai
praticanti più esperti ed elevati in grado. I significati legati a ogni
movimento dei kata sono molto più chiari e coerenti nella scuola goju-
nelle altre, poiché questi kata sono stati rielaborati in un epoca recente,
sebbene le loro radici risalgano lontano nella storia. I maestri Higaonna e
Miyagi hanno entrambi contribuito alla coordinazione dei movimenti e alla
spiegazione delle tecniche tradizionali. Benché il nome goju-
forza e la cedevolezza, la predominanza della forza è innegabile in questo
stile. Di fatto, seguendo l’allenamento tipico di questo stile, numerosi adepti
sono riusciti a rafforzare il proprio corpo ad un livello talvolta
sorprendente. Ma al tempo stesso le critiche fatte al goju-
spesso questo metodo di rafforzamento del corpo, e sono principalmente due. In
primo luogo, le contrazioni dei muscoli legati alla respirazione rischiano di
squilibrare la tensione interna del corpo. In secondo luogo, anche se una
persona diventa molto potente e resistente ai colpi, non può mantenere a lungo
questa capacità, poiché si può rafforzare il corpo in maniera da resistere ai
colpi fino a una certa età.
Kata
Gekisai Ichi
Gekisai Ni
Kururunfa-
Saifa
Sanchin -
Sanseiru -
Seienchin -
Seipai -
Sesan -
Shisochin -
Suparinpei-
tradizione Buddhista)
Tensho -
Uechi-
Lo Uechi-
Kanbun Uechi al ritorno da 15 anni trascorsi in Cina, nella stessa zona in cui
si era perfezionato qualche decennio prima il padre di quello che divenne
successivamente il Goju-
infatti diverse similitudini tra il primo Goju-
stili molto duri e caratterizzati da metodologie di allenamento al limite
dell'autolesionismo. Lo stile conta soltanto tre Kata originari: Kanbun Uechi
sosteneva di non avere avuto il tempo di imparare il quarto, Suparinpei, dal
momento che in "soli" 15 anni di permanenza in Cina non aveva avuto che il
tempo appena sufficiente ad approfondire i primi tre! Del resto, in ambito Goju-
Ryu, sia Kanryo Higaonna che il suo allievo e successore Chojun Miyagi
sostenevano che per imparare compiutamente il Kata di base Sanchin e poter
quindi passare all'apprendimento del Kata successivo occorressero, ad un
allievo con grandi capacità di applicazione, non meno di tre anni..
I tre Kata insegnati da Kanbun Uechi sono:
Sanchin
Sanseryu
Sesan
Il figlio Kanei Uechi inserì successivamente altri tre Kata:
Kanchin
Kanshiwa
Seryu
In seguito, Saburo e Deiki Uehara aggiunsero rispettivamente:
Kanshu
Sechin
Shotokai
Lo shotokai (che non è uno stile)fondato da Shigeru Egami si ispira
fedelmente agli insegnamenti spirituali di Gichin Funakoshi e suo
figlioYoshitaka e vede il karate legato alla tradizione del budo giapponese.
Gli adepti dello shotokai praticano ancora con posizioni molto basse e con
gesti molto ampi e si attengono allo studio dei soli kata trasmessi da Gichin
Funakoshi, inoltre evitano le competizioni,hanno mantenuto i gradi in numero
massimo di 5 Dan e studiano il kumite con un sistema convenzionale rispettando
l’idea di quest’ultimo.
Il maestro Egami elabora sapientemente il karate trasmesso dal suo maestro G.
Funakoshi ,proiettandone la ricerca e l’espressione tecnica oltre le
convenzionali modalità dell’arte producendo un sorprendente metodo
interpretativo del karate, veicolo anche per le ricerche di un suo allievo H.
Aoki il quale raccogliendone l’eredità tecnica a partire da i primi anni 60 ,
creerà anche con il contributo di Egami sensei ,un arte che racchiude in sé
tutta l’essenza della tradizione del budo ,tradizione in gran parte perduta
nell’epoca moderna anche a causa della versione sportiva dell’arti marziali
Giapponesi…
Kata
Taikyoku -
Heian Shodan -
Heian Nidan -
Heian Sandan -
Heian Yondan -
Heian Godan -
Tekki Shodan -
Bassai-
Kanku-
Jion -
Hangetsu -
Empi -
Jitte -
Tekki Nidan -
Gankaku -
Tekki Sandan -
Shintaido
…Dopo la seconda guerra mondiale ,le arti marziali furono particolarmente
vulnerabili alla corruzione dovuta alla commercializzazione tramite i mezzi di
comunicazione di massa .
Più le arti marziali divenivano popolari nel mondo,più superficiale diveniva
la comprensione del budo,anche da parte degli stessi giapponesi…
H.F.Ito 1983
In Giappone , afferma il maestro Haruyoshi Fugaru Ito, l’aspetto tecnologico
iniziò il suo sviluppo moderno durante il periodo delle guerre civili con le
innovazioni del clan Oda Nobunaga , nel tempo questa evoluzione ha portato un
dislivello tra lo sviluppo dell’aspetto spirituale che è stato trascurato e
quello tecnologico.
In base anche a l’evoluzione di queste riflessioni nacque una volontà
costruita su varie motivazioni che porteranno a intraprendere una ricerca
molto elaborata .
Sempre con le parole di Ito sensei :
…Coloro che praticavano con Aoki si impegnarono a ripristinare le arti
marziali giapponesi.
Ognuno di noi scrisse una nota di addio alla famiglia e lasciò la casa .
Affidammo la nostra vita ad Aoki con l’intesa che il nostro talento sarebbe
stato usato per sviluppare un arte marziale per la nostra epoca …
Quindi, “ vivere nello spirito delle vecchie Arti Marziali “,un affermazione
del maestro Aoki ,sarà il concetto di un senso della sua ricerca ,forse per
alcuni di difficile comprensione ma di sicuro ,indagine che ha vagliato un
sapere proveniente da un ampia tradizione marziale, basta pensare per citare un
esempio, ai contatti che il maestro ha intrapreso durante lo studio su i kata
delle varie correnti condotto in “giro”per il Giappone per circa 10 anni,
indagine nello spirito del budo, molto laboriosa ,iniziata in base a quanto
scritto in recensioni varie, durante i suoi studi universitari…
Alcune Università intorno alla metà del secolo scorso ,pur continuando sotto
la direzione di Egami sensei praticheranno un karate diverso , nella Waseda
University la pratica verteva verso un karate più vicino all’idea di Yoshitaka
Funakoshi, mentre, il Club di Chuo University tendeva a essere più sperimentale
…
Hiroyuki Aoki, V Dan di karate shotokai ottenuto nel 1963 da Egami sensei e
Capo istruttore di karate del club della Chuo University, dopo l’evoluzione
delle ricerche, alcune intraprese prima del 1963 ,ricevette da Egami nel
1965 l’incarico di formare e dirigere un gruppo di ricerca composto da i
migliori studenti dell’Università di Chou, tra cui il maestro Haruyoshi Fugaku
Ito, V Dan Shotokai insignito da Egami sensei a 21 anni , ottenuto in meno di
quattro anni di pratica (risultato notevole in un’ arte conosciuta per il suo
rigoroso sistema di esami),da questo studio per volontà dei maestri H. Aoki e H.
F.Ito (oggi Master Instructor della Fed. Internaz. di Shintaido) nacque la Sogo
Budo Renmei (Federazione delle arti marziali olistiche ,oggi Federazione
Shintaido).) di cui Aoki sensei ne assunse la direzione come Capo Istruttore
.
La ricerca fu svolta anche per trasportare l’arte in una “dimensione
olistica” , dunque per amplificarne la percezione ,sviluppata negli anni su un
concetto marziale in base al quale si afferma che la forma segue sempre lo
spirito e per questo ne può essere ricercata l’unità e con essa la “funzione”
di collegamento con il budo e dato che questa è un omogeneità tra le arti
marziali come il karate,aikido,kendo ecc che si fonda su una base spirituale
comune , può essere un mezzo su cui formare la tecnica.
Questo collegamento fra le tecniche, sarà uno degli stimoli con cui si
esprimerà lo shintaido nell’applicazione delle sue discipline studiate,
(karate,jo,bo,ken-
consapevolezza con la quale si deduce che un’ arte marziale più è vicina allo
“spirito del combattimento” e più ha problemi di aggressività durante la
pratica (dato che specialmente i giovani sono tentati dal provare l’efficacia
delle tecniche apprese),determinando anche da questo, la creazione di un
raffinato studio privo di inutili tensioni,in grado di ampliare l’intenzione
comunicativa con un’ insieme di movimenti marziali, volti ad esprimere una
filosofia in linea con i nostri tempi,comunque fusa a concetti pratici di
attacco e difesa ,formando un’ opera da i contenuti tecnici che affrontano in
profondità anche temi quali la percezione,l’energia,la meditazione, producendo
in questa direzione kata e intense indagini,capaci di far aprire le “porte”
di queste dimensioni presenti nell’arte…
I kata studiati nello shintaido karate
Taimyo
Shoei
Kanku Dai
Jutte
Meikyo
Hangetsu
Jion
Shoei.
Tensho
Bassai Dai
Gankaku
Tekki Sho Dan
Enpi
. Heian (Sho).
Heian (Dai)
Taikyoku (Dai)
Taikyoku Sho
Tenshingoso(sei, dai),